Contesto di settore · CONTEXT
Dal presidio manuale al rilevamento automatico e al coordinamento in tempo reale
La vigilanza dei porti pescherecci deve affrontare diverse difficoltà comuni: radar, AIS, video e altri apparati presentano i dati ciascuno per conto proprio, con informazioni sui bersagli isolate e sistemi installati ma non coordinati; il controllo manuale degli schermi è poco efficiente e le allerte sfuggono facilmente; i «bersagli non cooperativi» che non accendono o falsificano i terminali di localizzazione e le imbarcazioni con identità clonata sono difficili da individuare; bersagli piccoli come i motoscafi veloci sono difficili da rilevare e inseguire, e le violazioni sono difficili da documentare e ancor più da ricostruire a posteriori.
Con al centro la fusione multi-sorgente e l’allerta intelligente, GW-OCEAN unifica radar, AIS, Beidou e video in «un’unica mappa, un unico insieme di bersagli, un’unica catena probatoria»: le anomalie vengono rilevate automaticamente e inviate per livello di gravità, gli apparati elettro-ottici si attivano automaticamente per acquisire le prove, e la vigilanza passa dal modello passivo «controllo manuale, gestione a posteriori» a quello attivo «rilevamento automatico, coordinamento in tempo reale, acquisizione immediata delle prove».